Manutenzione e sanificazione di impianti di climatizzazione e condizionamento

Perché sanificare un impianto di condizionamento o climatizzazione

La manutenzione e la sanificazione dei condizionatori è fondamentale, oggi con i problemi legati al COVID-19 iniziamo a capirne bene l’importanza! La nostra salute dipende anche dalla buona qualità dell’aria che si respira nei luoghi in cui viviamo: l’aria infatti veicola numerosi microrganismi responsabili di infezioni, per questo motivo è fondamentale una corretta manutenzione e pulizia degli impianti di condizionamento. Alcune persone possono andare incontro ad attacchi d’asma, poiché nei filtri si raccolgono polvere, pollini e acari, con le note problematiche di allergia.

La Legionella pneumophila è un bacillo che vive solo nell’acqua e può proliferare negli impianti di aria condizionata, sopravvivendo nei serbatoi dell’acqua di condensa. Può essere causa di infezioni respiratorie e intestinali, con febbre alta, dissenteria, tosse, nausea e vomito, fino ad una polmonite per i casi più gravi. Gli Actinomiceti sono batteri che responsabili della cosiddetta “febbre da umidificatore”, nota anche come “malattia del lunedì”. Se l’acqua di condensa ristagna nel serbatoio, i microrganismi si moltiplicano come una coltura batterica. Il nome “malattia del lunedì” deriva dallo spegnimento degli impianti di climatizzazione nel fine settimana e riaccensione il lunedì, tipico nei luoghi di lavoro come uffici; in seguito, i microrganismi hanno proliferato nei serbatoi di condensa, vengono diffusi nell’aria in grandi quantità. Per questo è bene che la circolazione dell’acqua non venga mai interrotta.

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Come effettuare la manutenzione – sanificazione del condizionatore di casa

La manutenzione domestica di un impianto di condizionamento comincia con la pulizia dei filtri, che deve essere sempre effettuata prima dell’avvio dell’impianto, mentre poi è sufficiente una volta al mese. I filtri devono essere smontati e lavati anche solo con acqua, secondo le istruzioni e poi eventualmente trattati con prodotti disinfettanti specifici. I filtri devono essere integri altrimenti è meglio procedere alla sostituzone, garantendo la migliore filtrazione dell’aria condizionata. Prima di avviare l’impianto di aria condizionata, inoltre, è opportuno un controllo generale dell’impianto e prevedere la pulizia della batteria di scambio termico (dell’unità interna del condizionatore) che, essendo a contatto con il filtro, può venire contaminata dagli eventuali agenti inquinanti presenti (batteri, pollini, funghi ecc).

Secondo alcuni studi oltre il 70% dei problemi legati alla qualità dell’aria indoor sono da imputare agli impianti di condizionamento a causa di una manutenzione inesistente o non adeguata. I condotti dell’aria, in un certo senso i “polmoni” di un edificio, possono accumulare polveri, fumo di sigarette, microrganismi e corpi estranei di ogni genere. Analogamente agli elementi terminali degli impianti canalizzati, batterie di scambio termico con le relative bacinelle di raccolta dell’acqua di condensa, anche i condotti dell’aria possono contribuire alla proliferazione di funghi, muffe batteri. Senza interventi adeguati, tutti questi problemi negli impianti sono destinati ad aumentare, con un conseguente malessere e aumento di allergie nelle persone. La cosiddetta Sick Building Syndrome, ovvero “sindrome dell’edificio malato”, è causata in buona parte dalla contaminazione degli impianti di condizionamento, in aggiunta ad una climatizzazione inadeguata in termini termoigrometrici e con scarsi ricambi d’aria. Per convenzione si considera Sick Building Syndrome quando il 20%-30% degli occupanti accusa sintomi come emicrania, sonnolenza, ostruzione nasale, irritazione e bruciore agli occhi, disturbi respiratori ecc.

In conclusione: disinfezione, sanificazione, pulizia dei filtri del condizionatore

Quindi per la manutenzione igienica degli impianti di condizionamento non è sufficiente la sola sostituzione dei filtri dei condizionatori, ma l’ideale è una completa pulizia e disinfezione dell’interno dei canali. Il tutto rispettando la normativa vigente in materia di igiene e sicurezza nell’ambiente di lavoro. Si consiglia di eseguire la manutenzione di questi impianti due volte l’anno.

In breve, gli step principali da ricordare per un’adeguata manutenzione del condizionatore sono: pulizia unità esterna, pulizia unità interna, pulizia dei filtri. Poi si aggiungono interventi extra di pulizia-sanificazione, come il controllo dei canali spiegato prima.

Da precisare che un condizionatore non regolarmente manutenuto o riparato, non può funzionare come previsto, quindi non rinfresca o scalda l’aria che gestisce. Nell’aria esterna alle nostre abitazioni o uffici circola molta polvere, oltre a sostanze inquinanti e pollini; questi, nel caso di elementi dei condizionatori sistemati all’esterno, si depositano sulla copertura e possono attaccare le batterie, compromettendo l’efficienza della macchina. Inoltre le stesse sostanze vengono catturate dai condizionatori insieme all’aria, intasano i filtri e determinano un calo di rendimento.

Anche le fughe di gas possono essere un problema, poiché causano un calo di rendimento assieme ad un aumento dei consumi: il condizionatore quindi consuma più energia elettrica con una resa minore. Nonostante le perdite siano eventi normali e previsti, effettuare la manutenzione di un impianto di aria condizionata permette di arginare questo problema, quantomeno tenerlo sotto controllo. Il rabbocco del prodotto refrigerante è la prima operazione da fare, ma siccome le perdite si verificano a livello dei collegamenti fra tubature e saldature è opportuno controllare anche questi.

Anche l’uso di un filtro anticalcare o addolcitore d’acqua può essere molto di aiuto poiché l’accumulo di calcare costituisce la causa principale di guasti e malfunzionamenti di elettrodomestici come caldaie, purificatori d’aria ecc.
 
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